Seconda domenica di Quaresima 2026

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il suo volto brillò come il sole
e le sue vesti divennero
candide come la luce.

In questa domenica veniamo catapultati,
quasi con stupore, sul monte Tabor,
luogo simbolico dell’incontro
tra cielo e terra, dove la luce non è più
riflessa ma emessa, e dove ci è dato
di intravedere che la nostra umanità
ha ancora molto da scoprire per essere
redenta, molto di più di quanto
immaginiamo o di quanto
ci accontentiamo di credere.

Sul Tabor avviene un’esperienza
dall’altissimo valore teologico
e antropologico:
si rivela che umanità e divinità
non sono realtà estranee o contrapposte,
bensì due poli in relazione profonda
e complementari, misteriosamente
uniti nella persona del Figlio.
In lui l’essere umano si riscopre
creatura pasquale, cioè chiamata
a vivere ogni giorno
in una postura di offerta
e di risurrezione.

© Monache benedettine del monastero di Sant’Anna a Bastia Umbra,
Schizzi di Vangelo, Paoline 2025


Allegati