Domenica delle Palme 2026

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I sepolcri
si aprirono
e molti corpi di santi,
che erano morti, risuscitarono.

Mentre le grida degli “Osanna”
echeggiano simili a quelle che riserviamo
alle imprese umane gloriose, entra in gioco la nostra umanità:
la giornata lavorativa, la fatica familiare, il dolore non detto.
Tutto viene assunto e trasfigurato dalla presenza di Colui che
«non spezzerà una canna incrinata» (Is 42,3).
Sì, proprio la nostra umanità entra con lui a Gerusalemme,
per cominciare un tempo nuovo, un cammino
che non è evasione dalla realtà,
ma immersione in essa,
rischiarata da una luce altra.

Questo tempo,
che trascende la contabilità
delle agende,
sarà scandito
dal ritmo solenne
e tenero della liturgia,
dalla potenza silenziosa
della Parola, dai profumi
dell’ incenso e del pane,
dai gesti piccoli,
eppure carichi di eternità.

© Monache benedettine del monastero di Sant’Anna a Bastia Umbra,
Schizzi di Vangelo, Paoline 2025


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