Detto questo, gridò a gran voce:
“Lazzaro, vieni fuori!”
Nel cuore di questo brano risuona
la rivelazione inaudita e definitiva:
«Io sono la risurrezione e la vita;
chi crede in me, anche se muore, vivrà».
Parole che non sono solo consolazione,
ma fondamento escatologico
del nostro esistere:
in un tempo segnato dal disincanto,
è un annuncio capace di spezzare
la cappa grigia dell’abitudine,
la nebbia dell’apatia spirituale,
la paralisi della paura.
«Io sono la vita»:
non un’ idea, non un principio astratto,
ma una Persona vivente,
carne e sangue, amore che si dona.
Una Persona che apre il sepolcro
in cui abbiamo rinchiuso i nostri sogni,
i progetti di bene, i nostri carismi,
lasciati marcire per paura o sfiducia.
Una vita che è sempre novità radicale,
energia creatrice.
© Monache benedettine del monastero di Sant’Anna a Bastia Umbra,
Schizzi di Vangelo, Paoline 2025

