I Domenica di Avvento 2023

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Vegliate,
non sapete quando
è il momento

No, il tempo non lo conosciamo, non sappiamo il suo mistero, ci fa paura.
Ecco perché lo abitiamo a fatica, spesso scivoliamo con il pensiero nel passato, lasciamo ai pensieri di perdersi in ciò che è stato e loro si lasciano ammaliare volentieri da una materia che ambiguamente si lascia modellare a piacimento.
Ambiguo il passato, come il canto di sirene, una trappola.
Oppure ci spostiamo nel futuro, ci spingiamo oltre il presente e viviamo proiettati in un altrove che non raggiungiamo mai.
Vegliare è prima di tutto risvegliarsi nel presente. Aprire gli occhi e lasciarsi incontrare dal mondo così come è.
Vegliare è risorgere nel presente. E riconoscere i dettagli, i profumi e le ombre.
Vegliare è ascoltare, toccare, gustare.
Vegliare è un respiro profondo a fare spazio al reale, è dilatare l’istante e scoprirlo abitato dall’Infinito. È imparare a riconoscere il Mistero che nasce continuamente nell’istante, è imparare dalla logica di Betlemme dove l’Infinito apre gli occhi e chiede cura.
Vegliare è dilatare il tempo presente e renderlo abitabile. Caldo. Accogliente. E starci in questo tempo e in questo spazio, tenendoli insieme. Nascerci dentro.

In questo tempo abitato il passato
si trasforma in memoria
e il futuro in speranza.

Don Alessandro Deho'alessandrodeho.com


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