IIAE2018-Informazione n.1

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Roma, 27 settembre 2018

Un numeroso gruppo di Figlie di San Paolo, provenienti da tutto il mondo, si sono radunate a Roma, per riconsiderare aspetti importanti della loro missione che si esplica nella Chiesa, al servizio degli uomini e delle donne dell’odierna società. Il convegno internazionale (24 settembre – 7 ottobre), introdotto dalle parole incoraggianti della superiora generale, sr Anna Maria Parenzan, che ha invitato le presenti a «ritrovare, nella grazia della vocazione, nuovo entusiasmo, nuovo coraggio per protendersi in avanti con spirito profetico», mira in particolare a rivisitare e focalizzare l’azione apostolica delle Figlie di San Paolo in quanto Editore cristiano (Paoline), per ricavare linee di azione comuni e programmatiche. Le 50 suore, incaricate all’interno della loro congregazione, dei settori redazionali e di fare scelte e pubblicazioni editoriali, si interrogano su come rispondere alle attuali istanze dell’evangelizzazione in un contesto di grandi trasformazioni. Per le Figlie di San Paolo “editare”, pubblicare contenuti non è, infatti, una semplice professione, ma una missione, che è frutto di preghiera, di studio, di riflessione e collaborazione. Molteplici e diversi gli interrogativi che abitano la mente e il cuore di questo gruppo di religiose: in questo momento della nostra storia sociale ed ecclesiale, quali contenuti privilegiare? a quali destinatari rivolgerci? con quali modalità comunicative? Saranno proprio i relatori, che man mano si susseguiranno nei giorni del convegno, a offrire input per rispondere a queste domande.

È stato, prima di tutto, necessario tratteggiare i contorni del contesto storico-antropologico in cui ci troviamo. Il dott. Marco Guzzi ‒ poeta e filosofo, fondatore dei gruppi di liberazione interiore Darsi pace e autore Paoline ‒ ha aiutato a cogliere questo tempo come il più propizio «per rinnovare l’Annuncio nella sua dirompente novità». Ma l’annuncio non può prescindere dalle nuove forme di comunicazione che stanno profondamente trasformando il mondo dell’editoria. Come ha sottolineato il prof. Mario Pireddu ‒ docente universitario di mass media, new media e società delle reti ‒, «non siamo di fronte a una lotta tra libro cartaceo e libro digitale, ma a un ecosistema editoriale che si fa di anno in anno più complesso e che vive di relazioni dinamiche tra le parti». È importante quindi continuare a studiare e a cercare nuove modalità di interazione tra i diversi linguaggi, nel rispetto delle culture ma anche «secondo le esigenze e la creatività di coloro che li utilizzano». Sempre ricordando ‒ come ha ben sottolineato il dott. Seàn-Patrick Lovett, responsabile della sezione inglese del Dicastero vaticano per la comunicazione ‒ che gli utenti continueranno a essere guidati dalla qualità del contenuto che viene offerto… Perché il contenuto è ciò che garantisce la credibilità».

Se le Figlie di San Paolo sono consapevoli del loro non facile compito, con la stessa consapevolezza sentono che ciò che motiva la loro ricerca costante è la mission: «Spinte dall’amore di Cristo e sollecite alle necessità dell’umanità dei nostri giorni, assumiamo con spirito pastorale, coraggio, creatività e discernimento i linguaggi e le tecnologie di comunicazione più adeguati perché la “buona notizia” arrivi al cuore di tutti».


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