Carissime sorelle e giovani in formazione,
oggi ricorre il 62° anniversario della nascita al cielo dell’amatissima Maestra Tecla. In questa ricorrenza, eleviamo il nostro rendimento di grazie per la preziosa eredità della vita paolina che ella ci ha consegnato.
Maestra Tecla ha vissuto fedelmente la vocazione paolina come un cammino di progressiva conformazione a Cristo, radicato nella Parola e nell’Eucaristia. Ci invitava sempre a rendere grazie al Signore per la vocazione paolina – quella di portare Cristo, Via, Verità e Vita alle anime –, «una vocazione che persino gli angeli invidierebbero», richiamando ciascuna a viverla con fedeltà e in modo degno della chiamata ricevuta.
«Il Signore ci ha dato una bella vocazione; abbiamo quindi una condotta degna della nostra vocazione, adempiamo bene i nostri doveri: i doveri della pietà, dello studio, dell’apostolato; i nostri doveri nell’osservanza dei voti: ubbidienza, povertà, castità» (CSAS 2).
Con il passare del tempo le sue parole non hanno perso nulla della loro luminosità; restano per noi, oggi, un’esortazione viva e colma di amore. I doveri di cui ella parlava non sono un peso imposto dall’esterno, ma una responsabilità che nasce spontaneamente all’interno di una relazione d’amore: ed è proprio attraverso questa responsabilità che tale relazione può approfondirsi e consolidarsi.
Per questo motivo sentiamo la necessità di impegnarci a vivere in modo armonico le quattro ruote paoline – preghiera, studio, apostolato e povertà – affinché Cristo sia il centro della nostra esistenza, seguendo l’esempio dell’apostolo Paolo, il quale ha perseguito una profonda unione con Cristo fino a poter affermare: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (cfr. Gal 2,20). Solo quando viviamo una relazione profonda con Cristo, il nostro annuncio del Vangelo diventa credibile e autentico.
Maestra Tecla era una donna di fede, attenta ai segni dei tempi; sentì il dovere di “fare qualcosa” per le numerose anime che attendevano “la luce del Vangelo”.
«Dobbiamo avere una grande mente, un gran cuore, pensare a tutto il mondo, a tante anime che aspettano la luce del Vangelo e che forse si perdono… Dobbiamo sentire la responsabilità di quelle anime che non conoscono ancora il Signore e aspettano la luce del Vangelo pur essendo di buona volontà» (CSAS 12).
Fedeli al suo insegnamento, rinnoviamo il nostro impegno affinché il Vangelo risplenda sempre più per le anime di questo tempo, segnato da straordinari progressi tecnologici che incidono profondamente su ogni ambito della vita. In tale contesto, avvertiamo con particolare consapevolezza che il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) generativa, mentre apre nuove possibilità, solleva anche rilevanti interrogativi etici e nuove responsabilità.
Di fronte a questi segni dei tempi, siamo invitate ad accogliere con rinnovata attenzione l’invito della Chiesa a «Custodire voci e volti umani» (tema della LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 2026) e, con la forza del Vangelo, a impegnarci nello «svelare l’umano, prenderci cura della persona e rispondere alla disumanizzazione con la pedagogia di Gesù» (Documento finale 12°CG, p. 11), affinché l’IA favorisca l’inclusione dei più fragili e di quanti hanno maggiore bisogno di sostegno, contribuendo così al bene comune, alla ricerca della verità e allo sviluppo umano integrale.
Con questo proposito nel cuore, ci affidiamo all’intercessione di Maestra Tecla e preghiamo di poter vivere da vere Figlie di San Paolo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo rimanendo sempre saldamente ancorate a Cristo.
In questo spirito, ricordando quanti soffrono a causa delle guerre, uniamo i nostri cuori nella preghiera per la pace nel mondo.
In comunione di speranza
Sr Mari Lucia KIM
Superiora generale

