XLIII Incontro dei Governi Generali della Famiglia Paolina
e rappresentanti degli Istituti Aggregati e dei Cooperatori Paolini
MESSAGGIO FINALE
La Famiglia Paolina:
carro che corre poggiato su quattro ruote
A noi membri della Famiglia Paolina
Eccoci puntualmente ritrovati dal 9 al 12 gennaio 2026 a Roma, dove abbiamo vissuto giorni di preghiera, riflessione, ascolto, discernimento, Parola condivisa e fraternità, guidati da una metafora a noi cara che ci ricorda come ogni ruota trova senso nell’insieme e nella diversità dei carismi.
Rileggere il nostro cammino
In questo periodo di comunione, abbiamo riletto l’eredità del Beato Giacomo Alberione come una “duplice storia” fatta di grandi ricchezze di grazia e umane fatiche. Attraverso le ruote della Spiritualità, dello Studio, dell’Apostolato e della Povertà, abbiamo intrecciato storie segnate da limiti ma anche da germogli di novità. Abbiamo riconosciuto che la nostra missione ci affida spesso «una spina nel cuore» (AD 26), uno stimolo prezioso per spronarci a una fedeltà sempre più grande.
Non a caso Papa Leone XIV, alla fine della prima sessione del Concistoro straordinario il 7 gennaio scorso, citando il suo predecessore, ha affermato: «Il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa (e noi, cari fratelli e sorelle paoline, siamo membra vive della Chiesa!) il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione. Proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Sotto questa visione dobbiamo pensare il nostro imminente futuro come un cammino da svolgere insieme poiché «l’unità attrae e la divisione disperde» (Papa Leone XIV, 7 gennaio 2026).
Abitare la fraternità
Come Famiglia abbiamo riscoperto che il nostro spirito è l’anima che ci unisce in un solo cuore (At 4,32: «un’anima sola con un cuore solo»), rendendo le nostre comunità un riflesso di Paradiso in terra.
In questo clima di comunione abbiamo riaffermato che essere Famiglia significa coltivare una stretta collaborazione spirituale, intellettuale e apostolica, da costruire e consolidare giorno dopo giorno, e sognare insieme trasforma l’ideale in realtà: quando condividiamo la vita, arricchiamo noi stessi e chi ci circonda.
Il carro siamo noi
La sinodalità e la condivisione della vita ci hanno aiutato a comprendere più profondamente che il carro è costituito da ciascuno di noi. Dio è il Signore della storia: «È Lui che la guida, la orienta e la conduce, secondo il suo disegno di amore» (Sap 11, 24).
Come ricordava il Beato Giacomo Alberione: «Dio è il primo operatore; noi siamo i suoi strumenti» (AD 19).
Verso una missione condivisa
Grati per il Centenario della presenza paolina a Roma, guardiamo al futuro con responsabilità comune e condivisa. Quanto vissuto non deve rimanere solo memoria, ma realizzarsi come chiamata a scelte concrete e a relazioni più evangeliche.
Desideriamo dare continuità ai sogni di Don Giacomo Alberione, certi che egli accompagna il nostro operare alla luce dell’unica lampada della Famiglia Paolina: Gesù Maestro e Pastore, Via, Verità e Vita.
Il suo carisma, in cui ciascuno di noi trova il proprio posto, ci ispiri a camminare uniti come fratelli e sorelle, affinché il carro continui a correre in armonia, al servizio del Vangelo e del nostro tempo.
Sono stati giorni abbondantemente benedetti: un solo cuore condiviso tra fratelli e sorelle.
Buon cammino a tutti!
Roma, 12 gennaio 2026
I partecipanti e le partecipanti al XLIII Incontro

