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Carissimi genitori   versione testuale

 
 
G.D.P.Hom.
 
23-5-1936
Carissimi genitori,
 
vi scrivo da bordo del Piroscafo Neptunia, italiano e diretto in Italia, ma io al 27 scenderò al porto di Santos del Brasile per fermarmi ancora alcuni giorni a San Paolo e poi partire per New York.
 
Sono a metà del viaggio. Se piacerà al Signore conto essere in Alba alla fine di Luglio. Da Buenos Aires vi ho scritto, spero l’avrete ricevuta. Ho trovato l’autunno qui, ho mangiato tanta uva, incomincia a far freddo, mentre da noi incomincia il caldo.
 
Qui Natale è nel forte dei calori.
 
Vedeste quante terre incolte ci sono, manca la gente per lavorarla. Il grano qui si paga 21 al quintale, dicono che alle volte bruciano interi campi di grano perché non paga la mano d’opera a raccoglierlo, e così lo fanno aumentare di prezzo. E dire che tanta gente non ha pane. Come sono gli uomini! Fa pena. Così in Brasile buttano via il caffé per farlo aumentare di prezzo.
 
E poi una miseria per la parte spirituale, persone che fino a che sono nei loro paesi sono bravi, vanno magari tutti i giorni a Messa, vengono qui, non fanno neppur più battezzare i bambini. In Argentina ci sono tanti Italiani, i più, ma poi ci sono Turchi - Russi - Tedeschi - Inglesi, poi ebrei e protestanti, spiritisti e in mezzo a questa gente, pensate voi. Ci sono però anche dei buoni cattolici, questi sono molto più fervorosi che in Italia, le donne sono a capo delle opere di beneficenza, e per turno passano nelle case a vedere chi non è battezzato o non è sposato in Chiesa, fanno fare le Prime Comunioni ecc., ecc.
 
Gli uomini fanno il catechismo e assistono in Chiesa i giovani e cercano che nei centri ci sia Messa almeno alla Domenica, fanno fare Cappelle ecc., ecc. Pensate che la città di Buenos Aires fa più di 3 milioni di abitanti, è il doppio di Roma.
 
La campagna è poco popolata e così non c’è chi la lavori.
 
E voi state bene? lo spero, finora ho avuto poche notizie perché prima che un Piroscafo sia giunto io sono già partita. Ad ogni modo potete stare tranquilli per me, mi dissero che quando scrivo in Alba vi mandano notizie, così ne avete più adesso che quando ero lì vicino.
 
Io sto bene, l’aria del mare mi fa bene, non ho ancora sofferto per niente il mal di mare, e dire che in tutto avrò di mare 40 giorni e più. Il Signore mi assiste. Spero di continuare bene, con l’aiuto di Dio. Avrete tanto lavoro, questi sono mesi di tanto traffico per voi.
 
Saluti cari ai fratelli, alle cognate e a tutti i nipoti. Sempre ricordo e prego per tutti.
 
 
Aff.ma M. Tecla