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Un cuor solo un'anima sola   versione testuale
 1.CONSACRAZIONE DELLA CHIESA
REGINA APOSTOLORUM*
     Conferenza alle Figlie di san Paolo
     Roma, via Antonino Pio, 26 settembre 1954

Esorta a prepararsi spiritualmente alla consacrazione della chiesa dedicata alla Regina degli Apostoli che tra le sue finalità ha anche di ottenere buone e numerose vocazioni. Sottolinea che le vocazioni si formano soprattutto con la testimonianza di un'autentica vita religiosa. 
 
     1 Le vacanze sono finite, benché di vacanze noi ne abbiamo fatte poche. Ad ogni modo un po' di distensione l'abbiamo avuta. Adesso comincia l'anno di lavoro, un anno di lavoro con maggior fervore spirituale, con maggior zelo nell'apostolato. Cerchiamo di camminare in avanti e di farci dei meriti, di guardare sempre in su perché dobbiamo arrivare in paradiso molto ricche, ricche di meriti e di virtù.
     2 Adesso incomincia il mese di ottobre e deve essere come il mese di maggio, anzi direi, ancora più solenne. Dobbiamo prepararci per l'offerta e la consacrazione della chiesa alla Madonna[1]. Il Primo Maestro ci tiene che a tutto ciò preceda una preparazione, non cose esteriori, ma spirituali che servano per il bene delle nostre anime, per infervorarci sempre più nell'apostolato, per farci amare sempre di più la Madonna e farci sante. Ricordiamo poi che la chiesa è per le vocazioni. Chiediamo tante vocazioni alla Madonna, vocazioni per tutti gli apostolati. Quanto bisogno c'è di vocazioni! Lo vedete anche voi qui, ma non sapete la tempesta di domande che viene dalle case. Le maestre chiedono suore: "Ci pensi... Faccia il favore...". Ho dovuto dire loro: "Abbiate pazienza, adesso mandate a Roma le suore dei voti perpetui, ma non abbiamo da sostituirle". Così pure nei reparti si dice: "Siamo sempre poche, non si trova qualcuna che ci aiuti a fare i lavori". E' vero! Perciò, vedete, quanto bisogno abbiamo di vocazioni.
     3 La Madonna ci manderà le vocazioni se sapremo ben formarle. Ricordiamo però che la migliore formazione si dà col buon esempio. Le altre, le più giovani guardano molto le più anziane. A volte noi crediamo, perché non siamo più novizie, di poter mancare al silenzio, all'orario, farla andare un po' durante l'apostolato. Siamo sempre novizie, siamo novizie finché arriveremo all'eternità dove faremo la professione eterna. Ricordiamolo questo. Domandiamo quindi a noi stesse: "Io sarei contenta che una suora imitasse quello che vede fare da me? I miei discorsi, i miei modi di fare?". Se una, davanti a Dio, è contenta, vada pure avanti, darà buon esempio, ma se dovesse dire: "Guai se facessero come me! Guai se tutti facessero così!". E allora?... dove starebbe il progresso?
     4 Non crediamo che quando nessuno ci vede la nostra condotta non influisca sugli altri, no, influisce sempre. Quando noi non facciamo bene, siccome siamo una comunità, togliamo le grazie anche alle altre, mentre se facciamo bene, queste grazie arrivano anche alle altre. Tutte quante abbiamo una grave responsabilità e non solo le assistenti, tutte quante abbiamo la responsabilità del buono e del cattivo esempio che si dà alle altre. Quindi, vedete, il dovere che abbiamo di essere fervorose! Certe scemenze, certe cose leggere non diciamole, ricordiamoci che siamo sempre suore. Che tutte possano imparare da noi e si possa dire: "Questa è una vera suora". Non formalismi, ma essere semplici, osservanti, ubbidienti, umili.
      5 Quando succedono dei battibecchi, non sapete quanto male si fa alle sorelle! Una non vuol sentirsi dire quella parola, risponde male e l'altra risponde peggio. Quando siamo davanti alle giovani, abbiamo una grande responsabilità. Basta che una risponda male ad un'altra per lasciare a volte in quella persona degli strascichi che durano tutta la vita. Talora si dice: "Mi mandi un'aspirante ad aiutarmi, mi mandi una novizia", ma a volte non si mandano proprio per questo,
 

[1]  La costruzione del tempio ebbe inizio dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel maggio 1945 (cf Perego G., Il Santuario Basilica "Regina Apostolorum", Roma 1985, p. 57), come adempimento della promessa fatta dal Primo Maestro durante un bombardamento: O Maria, Madre e Regina degli Apostoli, se salverai tutte le vite dei nostri e delle nostre qui costruiremo la chiesa al tuo nome (CISP, p. 596). La dedicazione avvenne il 30 novembre 1954.