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Tecla Merlo   versione testuale
Mille vite per il Vangelo


«Imprestiamo i piedi al Vangelo: che corra e si estenda. Vorrei avere mille vite per dedicarle a questo nobile apostolato».
Parole entusiaste, che richiamano immagini di sapore biblico, e nello stesso tempo quotidiano, feriale; parole che rivelano un gran desiderio di bene, che rievocano nella memoria di quanti hanno conosciuto la persona che le ha pronunciate la nostalgia di un sorriso indimenticabile, di un incontro importante.
 
Teresa Merlo, la sua vita, le sue aspirazioni, i suoi sogni possono essere sintetizzati in questa dinamica sequenza di parole; e da questa frase, alla ricerca quasi dei particolari, come con uno zoom si restringe via via il campo visivo di un panorama sui dettagli, prende avvio una storia, la sua appunto, e quella di migliaia di altre donne che con lei e come lei hanno creduto, credono e crederanno di dover impegnare la propria esistenza per l’annuncio della Parola che salva.
 
La storia di Teresa iniziò il 20 febbraio 1894 a Castagnito d’Alba, un piccolo centro agricolo delle Langhe piemontesi, in provincia di Cuneo.
La sua era una famiglia di agricoltori, fedele custode delle sane tradizioni contadine, che godeva di stima e di autorevolezza nei dintorni per la perizia e l’abilità con la quale erano lavorati i campi di proprietà dei Merlo, per il clima sereno che regnava nell’ambiente domestico, per la sobrietà e il parlare misurato e saggio.
Teresa era la secondogenita, unica femmina, dei quattro figli di Ettore e Vincenza Rolando, una coppia che aveva fatto dell’ideale cristiano uno stile di vita da testimoniare quotidianamente con l’immediatezza semplice e profonda di chi vive ciò in cui crede.
 
Nel paese natio Teresa ha frequentato le prime classi elementari con buon profitto; l’intelligenza vivace e le cagionevoli condizioni di salute furono ragioni sufficienti perché i genitori decidessero di affidarla a un’insegnante di Casta­gnito, la maestra Chiarla, dalla quale la bambina apprese il sapere profano e una prima conoscenza della vita spirituale.
 
Con l’andare del tempo, avendo dinanzi agli occhi figure di donne e di educatrici cristiane come la madre e l’insegnante Chiarla, Teresa, condotta pian piano attraverso le esperienze della fanciullezza e della prima giovinezza, coltivò il sogno di diventare religiosa.
La sua richiesta, fatta alle suore del Cottolengo di Torino, non fu accettata a causa delle precarie condizioni di salute.
In casa si pensò, allora, di farle imparare un mestiere, il cucito e ricamo; così, dopo un periodo di tirocinio nella vicina Alba, e successivamente a Torino, Teresa poté aprire un laboratorio tutto suo. ... +dettagli