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Radio Solidaridad nella diocesi di Añatuya in Argentina   versione testuale




  • Realtà socio-ecclesiale della diocesi di Añatuya

    La diocesi di Añatuya accorpa in sé la zona più inospitale della provincia di Santiago. Ha un’estensione di 68.000 Km2 e circa 150.000 abitanti (una densità di 2,20%). Questo contrasto tra il grande territorio abitato e la bassa popolazione fa sì che la gente viva in piccoli paesi, spesso, in capanne isolate in mezzo alle sterpaglie. Il mezzo di trasporto più usato è il sulki (una specie di biroccio: un carro a due ruote), o il cavallo, la bicicletta e qualche moto. I lunghi spostamenti si fanno in pullman (la loro corriera) che passa solo due o tre volte la settimana, a causa della precarietà delle strade. Dal 1973, per ordine del governo, è stato sospeso il servizio attivo della rete ferroviaria, così facendo un enorme numero di popolazione è rimasta senza comunicazione e senza lavoro. Inoltre, a causa delle gravi condizioni delle strade e per le grandi distanze, non è possibile fruire di una tempistica sanitaria.
  • Ambito lavorativo

    La realtà sociale è condizionata dalla situazione geografica  e dall’alto indice di disoccupazione del territorio.
    Le percentuali approssimative sono:
        ·  15% maestri e professionisti
        ·  10% impiegati pubblici
        ·    5%  muratori
        ·  15% raccoglitori di prodotti temporanei (nelle stagioni di raccolto vanno anche
            in altre provincie)
        ·   65% disoccupati/progetti sociali 

La donna, se non è un’insegnante, un’infermiera, un’impiegata statale o una domestica, non ha nessun’altra possibilità di lavoro. 
Nella zona rurale molte lavorano anche seguendo i tempi della raccolta dei prodotti.
Gran parte degli abitanti gode dei piani sociali del governo, come le madri di 7 figli, e così per le nuove assegnazioni familiari. 
Le donne che svolgono un servizio come domestiche sono vere “serve”; pochissime godono di copertura sociale; spesso hanno contratti con retribuzioni insignificanti e se sono della zona rurale sono accolte in casa, e, in cambio di vitto e alloggio, viene giustificato loro un salario basso e spesso in “nero”.
  • Aspetto culturale

    La situazione educativa è molto precaria; molte scuole sono prive di materiale didattico e altri elementi necessari come: banchi, sedie, lavagne, gessi, elementi di geometria, matite, quaderni, libri di lettura ecc. il Piano Sociale Educativo che si sta cercando di portare avanti non arriva a sostenere tutti. La diserzione scolastica è molto alta. Il “Polimodal” (la nostra scuola media superiore) è terminato solo dal 25% dei giovani; il 90% di coloro che lo concludono emigrano nella capitale della provincia o in altre città per trovare lavoro o per continuare gli studi universitari, ma la percentuale è bassissima, infatti gli analfabeti sono il 30%.
  • Situazione sanitaria

    Vi è un continuo bisogno sanitario. Manca una giusta copertura dei professionisti: medici, infermieri/e, agenti sanitari, ambulatori e/o pronto soccorso.  Nelle Parrocchie e nei centri missionari esistono piccoli dispensari della Caritas per supplire, nella misura possibile, alla grande inadeguatezza del servizio sanitario.  Ultimamente sono stati costruiti degli ospedali, ma il problema principale rimane la mancanza di personale medico specializzato. L’ignoranza in fatto di prevenzione, le strade impossibili, la grande povertà, le grandi distanze dalle principali città, dove si potrebbe trovare assistenza medica, sono alla base della mortalità infantile e materno-infantile.
  • “RADIO SOLIDARIDAD” NELLA DIOCESI DI AÑATUYA

    “Radio solidaridad”
    è nata grazie all’impegno pastorale e allo zelo apostolico di Mons. Jorge Gottau che intuì la necessità di arrivare in ogni casa, in ogni famiglia della sua diocesi creando vincoli di comunione, di comunicazione e di solidarietà per divulgare la Parola di Dio attraverso la radio.
    Mons. Gottau chiese ufficialmente alle Figlie di san Paolo di sostenere questo progetto. E il 10 ottobre 1991, con una trasmissione di prova, si inaugurò ufficialmente “Radio Solidaridad”, con la benedizione del Cardinal Walter Kaspers, arcivescovo di Rotemburgh, diocesi che contribuì alla installazione della torre e degli strumenti per le trasmissioni.
    Seguirono 5 mesi di silenzio e lavoro intenso del vescovado e delle Figlie di san Paolo per ottenere il permesso ufficiale. Il 14 marzo 1992, ottenuto il permesso provvisorio, iniziarono le trasmissioni di prova per due ore quotidiane, per poi giungere a quattro. 


     Il 23 novembre 1992 il Vescovado di Añatuya fu autorizzato ad installare l’emittente alla quale fu data la frequenza di 610 KHz in Amplificazione modulare.  Attualmente l’emittente  trasmette ogni giorno per  13 ore.
    E dal lunedì al venerdì fa un collegamento di un’ora con Radio Maria.


  • Obiettivo della radio

    “Radio Solidaridad” è un progetto di comunicazione e di comunione; vuole essere una mano tesa che fa proprie le necessità dei fratelli, per dare voce ai più poveri, facendosi “voce di chi è senza voce”. 
    Il suo obiettivo è dare una formazione umana e cristiana a tutti gli ascoltatori, attraverso l’informazione dell’attualità basata sulla verità e il rispetto della dignità della persona. Il primo grande impegno è stato quello di creare comunicazione tra le persone, che per colpa della distanza e della povertà, vivevano isolate e senza mezzi per comunicare tra loro. Con l’impegno di conservare, coltivare e promuovere la cultura, la lingua aborigena, il folklore nazionale e locale; cercando di favorire la collaborazione attiva del  popolo; cercando di risvegliare il senso di partecipazione, di servizio, di fraternità, di solidarietà e di comunione. 

    “Radio solidaridad”
    , nella sua programmazione, ha fatto sua tutte quelle opzioni utili a tutti gli ascoltatori della  montagna santiagueña che non possedeva nessun altro modo o mezzo per  comunicare.
  Attrezzatura

La stazione emittente, grazie alle donazioni di varie Istituzioni della Germania, della CEI (Italia), della ditta Perez Companc (Argentina) può contare sulla seguente attrezzatura:
 
   ·         Antenna di 132 metri; si trova a 5 kilometri dalla città di Añatuya, in un terreno di 5 ettari.
   ·         Due trasmettitori, uno di 10 KW sistema Adema, uno di 5KW sistema Nautel
   ·         Un pullmino 4X2 Toyota Hilux per le trasmissioni esterne
   ·         Console con 12 canali; si usa per trasmissioni in AM
   ·         Console con 11 canali; si usa per trasmissioni in Internet
   ·         2 portacassette
   ·         1 microfono in console
   ·         2 microfoni in sala di locuzione
   ·         2 compattatori
   ·         3 handy
   ·         Computer server
   ·         Computer in console
   ·         Computer in sala di locuzione
 
  • Portata della radio

    Il trasmettitore è di 10 KW, ma si lavora solo con due. Il permesso di trasmissione è solo diurno. La copertura è estesa; raggiunge tutta la diocesi e anche le provincie limitrofe; circa 500 Km alla rotonda. 
    Attraverso la pagina WEB si raggiunge tutto il paese e tutto il mondo: www.amradiosolidaridad.com.ar
  • Orario di  trasmissione

    Da lunedì a venerdì dalle 7 alle 20: 11° 12° c’è il collegamento con Radio Maria.  Sabato dalle 7 alle 19. Domenica dalle 8,30 alle 12,30.
                                      

L’Associazione Comunicazione e Cultura Paoline Onlus
è stata invitata a sostenere il lavoro di Radio Solidaridad. Non esiste un piano economico preciso, tuttavia l’obiettivo è quello di sollevare la radio dai piccoli impegni economici che giornalmente sostengono lo svolgimento delle attività.