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Italy
Verità e annuncio ai tempi del web   versione testuale
Giusto Truglia, ssp
Nel messaggio per la 45° Giornata mondiale, tradizionalmente diffuso nella festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, il Pontefice rileva la fame di comunione e di dialogo che c’è tra i giovani e l’opportunità che Internet e i social network danno per comunicare a livello planetario.

Le nuove tecnologie, però, «chiedono di essere poste al servizio del bene integrale della persona e dell’umanità intera». Di qui l’invito a una comunicazione che dia una corretta immagine di sé, che non sia un rifugio in un mondo virtuale e parallelo, e soprattutto che non distragga dalla concretezza della vita quotidiana o che sostituisca il contatto umano diretto. Quello che Benedetto XVI definisce lo «stile cristiano di presenza nel mondo digitale» si concretizza in una forma di comunicazione «onesta ed aperta, responsabile e rispettosa dell’altro». Non un semplice inserimento di contenuti, ma un «testimoniare con coerenza… chiamati ad offrire una risposta a chiunque domandi ragione della speranza» che è in noi.
 
Il modello cui rimanda il Papa è quello di Gesù, «quando si fece compagno nel cammino dei discepoli di Emmaus». Si tratta, dice Benedetto XVI di sfidare «alcune logiche, tipiche del Web», consapevoli che la verità non trae il suo valore dalla popolarità, che la verità non va annacquata per più facili consensi, non è attrazione momentanea ma nutrimento quotidiano, non è oggetto di consumo ma dono.
 
Per chi si dedica dunque alla comunicazione e all’evangelizzazione attraverso questi nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione, il Papa dice che non si tratta tanto di «soddisfare il desiderio di essere presenti», ma di «annunciare la nostra fede che Cristo è Dio, il salvatore dell’uomo e della storia». L’arcivescovo Claudio Maria Celli, commentando il messaggio del Papa, ha annunciato un documento che darà le linee guida per la presenza dei cattolici sul Web. Infatti circolano nella Rete numerosi siti che si spacciano per cattolici ma che sono frutto di ambienti intergralisti e nostalgici, qualche volta anche aggressivi e violenti, mentre il Papa raccomanda ai cattolici di mantenere sempre uno stile rispettoso dell’altro, nella logica della condivisione e non della sopraffazione.
 
Ecco perché anche nella comunicazione via Internet si richiedono «grande coscienza» e «scrupolosa professionalità». Alla luce delle considerazioni fin qui riportate si intende il senso del titolo del messaggio: «Verità, annuncio e autenticità nell’era digitale». In quanto la verità è Cristo che va annunciato soprattutto con l’autenticità della propria vita, senza barare con una rappresentazione virtuale che non corrisponde a ciò che siamo e a ciò che realmente portiamo come comunità di credenti.
(Giovedì 27 Gennaio 2011)