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Hanno detto II   versione testuale
Seconda Parte
Nella ricerca di una riconciliazione durevole, sarebbe un errore chiedere alle persone di dimenticare semplicemente il passato. C’è bisogno di riconciliazione non solo nel paese in generale, ma anche nella Chiesa, dato che vediamo ribollire la tensione in alcune nostre parrocchie a causa delle differenze linguistiche ed etniche. 
Mons. Martin Munyanyi, Vescovo di Gweru, Zimbabwe
Nella ricerca di una riconciliazione durevole, sarebbe un errore chiedere alle persone di dimenticare semplicemente il passato. C’è bisogno di riconciliazione non solo nel paese in generale, ma anche nella Chiesa, dato che vediamo ribollire la tensione in alcune nostre parrocchie a causa delle differenze linguistiche ed etniche. 
Mons. Martin Munyanyi, Vescovo di Gweru, Zimbabwe
 
Ci aspetta il delicato ma necessario compito di aiutare i sacerdoti che hanno problemi a ritrovare il cammino di verità. Aspettiamo dal sinodo una parola chiara e persuasiva su questo tema. 
Mons. Armando Umberto Gianni, O.F.M. Cap. Vescovo di Bouar, Presidente della Conferenza Episcopale, Repubblica Centroafricana
 
Sappiamo che nel continente africano vi sono più di dieci milioni di sfollati, di migranti che cercano una patria, una terra di pace. Il fenomeno di questo esodo rivela un volto d’ingiustizia e di crisi sociopolitica in Africa. In Libia viviamo tutta la tragedia di questo fenomeno...
Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, O.F.M., Vescovo, Vicario Apostolico di Tripoli, Libia
 
I venti della democrazia si fanno sentire più nella capitale che in altre zone del paese e con pochi mezzi di comunicazione sociale. Si constata la mancanza di una vera educazione civica dei cittadini, cosa che favorisce la manipolazione. Tutto ciò, unito all’analfabetismo in ambiente rurale, rende molto precaria la situazione. La coscienza critica delle persone è debole. Alcuni ritengono vero tutto quanto detto dai mezzi di comunicazione sociale. Per questo è urgente promuovere l’educazione civica dei cittadini e rafforzare la loro coscienza critica. Ciò significa anche promuovere la difesa della libertà di espressione e di opinione come appannaggio della democrazia e spazi di sviluppo. 
Mons. José Nambi, Vescovo di Kwito-Bié, Angola
 
In alcune parti dell’Africa, per via della cultura e della tradizione popolare esistenti prima della venuta della Chiesa, molti africani praticano, senza colpa, la poligamia. Per questo, molte donne che frequentano la Chiesa cristiana si vedono rifiutare i Sacramenti del Battesimo, della Confessione e del Matrimonio. (...) È necessario che la Chiesa affronti questa situazione dolorosa e mortificante dell’Africa conferendo speciali privilegi alle donne che sono state le prime mogli con prole e che senza colpa sono divenute vittime di matrimoni poligami, affinché possano ricevere il Battesimo e tutti gli altri Sacramenti. Ricevere i sacramenti farà sì che queste donne provate possano condividere la pace e la riconciliazione offerte dalla compassione e dalla pace di Nostro Signore Gesù Cristo.
Mons. Matthew Kwasi Gyamfi, Vescovo di Sunyani, Ghana
 
L’Aids è una sfida per i paesi del sud dell’Africa. (...) Esso può essere potenzialmente impiegato come arma di guerra e di conflitto. Come perdonare qualcuno che vi ha contagiato volontariamente con il virus mortale?
Mons. Franklyn Nubuasahm, Vescovo Vicario Apostolico, Francistown, Botswana

L’Africa è depositaria di un tesoro inestimabile per il mondo intero: il suo profondo senso di Dio. Quando si parla di tesori dell’Africa, il pensiero va subito alle risorse di cui è ricco il suo territorio e che purtroppo sono diventate e talora continuano ad essere motivo di sfruttamento, di conflitti e di corruzione. Invece la Parola di Dio ci fa guardare a un altro patrimonio: quello spirituale e culturale, di cui l’umanità ha bisogno ancor più che delle materie prime. L’Africa rappresenta un immenso ’polmone’ spirituale per un’umanità che appare in crisi di fede e di speranza. Ma anche questo ’polmone’ può ammalarsi. E al momento almeno due pericolose patologie lo stanno intaccando: anzitutto, una malattia già diffusa nel mondo occidentale, cioè il materialismo pratico, combinato con il pensiero relativista e nichilista. 
Benedetto XVI
 
È  nostra responsabilità offrire una proposta concreta, non solo parole, per riconciliare un continente veramente spezzato da guerre civili e fratricide.
Padre Kieran O’Reilly, Superiore generale della Società delle Missioni Africane (SMA)
 
La cosa che cerchiamo è come promuovere meglio la dimensione dell’essere “luce del mondo e sale della terra”: se vogliamo avere un impatto sulla società, il Vangelo deve essere il centro della nostra vita e ogni membro della Chiesa deve essere autenticamente e profondamente evangelizzato.
S.E. Card. Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban, Sudafrica
 
Bisogna lasciar parlare il Cristo in Africa, comprendere le sue scelte e le sue prese di posizione, la sua fede e il suo messaggio in un continente dove la miseria e la repressione, l’angoscia, le ingiustizie sono estreme.
J.Marc Ela, teologo camerunense
 
Il Sinodo si concentra su un ambito particolare: riconciliazione, giustizia e pace. Nel proporre questa riflessione, la Chiesa non intende monopolizzare il dibattito pubblico ma al contrario favorirlo, coinvolgendo possibilmente tutti coloro che a vario titolo – nella politica, nell’economia, nella cultura – hanno un ruolo da giocare. 
S.E. Card. Francis Arinze, presidente delegato del Sinodo
 
Continuare con rinnovato ardore l’opera di evangelizzazione e di promozione umana a beneficio di tutti gli abitanti del continente.
Mons. Nikola Eterovic’, segretario generale del Sinodo dei vescovi
 
Il Sinodo è l’occasione per l’Africa di parlare e farsi ascoltare dall’occidente e dalle sue Chiese, offrendo le sue ricchezze spirituali e umane, esigendo una cooperazione fraterna e solidale. 
Venanzio Milani, presidente dell’agenzia Misna
 
Ovunque si guarda, l’Africa anela alla riconciliazione, alla giustizia e alla pace. Il grido per la riconciliazione echeggia da comunità divise; la richiesta di giustizia si leva da milioni di rifugiati e dagli sfollati interni, l’aspirazione alla pace scorre nelle lacrime dei milioni di vittime della guerra e del conflitto in Africa.
Agbonkhianmeghe E. Orobator, SJ, Catholic Information Service for Africa (CISA)
 
Il tema mostra quanto la Chiesa africana sia vitale nella sua responsabilità verso il continente. Gli ultimi cinquant’anni sono stati dominati da questioni relative all’indipendenza e alla costruzione di realtà nazionali. Nella loro lotta per l’autodeterminazione e l’autogoverno, molti Paesi africani hanno vissuto guerre, conflitti, controversie. Alla fine ci si potrebbe chiedere: cosa ne sarà dell’Africa? Di questo si occuperà il Sinodo.
Mons. Chidi Denis Isizoh, officiale del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso
 
Le mamme dentro la propria casa, le suore nella chiesa e le donne in generale nella società civile devono essere maggiormente ascoltate e valorizzate. La donna ha un ruolo molto prezioso per operare quella riconciliazione tra le persone e le etnie che rende anche il messaggio di Cristo più credibile.
Padre Richard Baawabr, sacerdote ghanese dei Padri Bianchi (Missionari d’Africa)
 
Il Vangelo si radica nel tessuto umano della cultura. Le società africane constatano, impotenti, la disgregazione delle loro culture. La Chiesa può formare cristiani autentici solo prendendo seriamente in mano l’inculturazione del messaggio evangelico.
Istrumentum Laboris n.73
 
Con gioia abbiamo visto crescere la Chiesa africana solidamente fondata sulla Parola incarnata in tanti martiri e testimoni, antenati nella fede, che hanno dato la vita per Cristo e a servizio delle comunità locali. Proprio per questo nostro amore per l’Africa, per le sue popolazioni e per la sua Chiesa, auspichiamo che il vostro riunirvi in assemblea sinodale rappresenti un momento di grazia e di comunione per un profondo esame della vitalità della Chiesa stessa e del suo essere per tutti luce e ispirazione.
Dal messaggio dei Delegati Capitolari Comboniani ai Vescovi riuniti in Sinodo per l’Africa
 
La Chiesa è ben lungi dal farsi illusioni sul cosiddetto problema africano. Convocando questo Sinodo, il Papa riafferma la convinzione che sono prima di tutto gli africani stessi a dover trovare soluzioni ai loro problemi. Il Sinodo non è solo un segno di umiltà della Chiesa, ma anche una forma di rispetto per il popolo del continente. Da un lato, la Chiesa non ha la pretesa di fornire soluzioni magiche ai problemi spinosi che strangolano l’Africa. Vuole, invece esprimere la sua compassione per la sofferenza di molte persone nel continente nero e, al tempo stesso, ribadire i valori fondamentali senza i quali non sarebbe possibile parlare di un’Africa in grado di camminare da sola.
Mons. Fulgente Muteba Mugalu, Vescovo di Kilwa-Kasenga e Presidente della Commissione Episcopale delle Comunicazioni Sociali nella Repubblica Democratica del Congo
 
I capi religiosi africani non devono preoccuparsi solo delle opere sociali, ma rispondere alle grandi necessità spirituali degli uomini e delle donne d’Africa, per conoscere e sostenere, quando lo consideriamo necessario, i suggerimenti del nostro popolo, e di rigettarli quando sono contrari al rispetto e all’amore dell’essere umano. È necessario rafforzare la coscienza delle persone perché la vita, la pace e la giustizia siano rispettati. 
Sua Santità Abuna Paulus, Patriarca della Chiesa Tewahedo Ortodossa di Etiopia