"Dall’entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme fra gli osanna del popolo e l’uscita di Gesù da Gerusalemme, trattato da malfattore passano meno di sei giorni. Gesù accolse gli osanna e i crucifige. Tutto serviva alla sua missione di Salvatore”.
(Alberione)
Con una narrazione che suscita intensa commozione Luca ci parla della passione di Gesù che, nella libertà e con totale amore, muore per rimanere fedele alla sua missione. Nel getsemani vive un’angoscia profonda che trasforma in una intensa preghiera al Padre al quale consegna la sua volontà. Pur nel supplizio della crocifissione, perdona i carnefici e consola il buon ladrone promettendogli il paradiso. Nel momento della morte si affida totalmente all’amore del Padre.
Il modo con cui Gesù vive la passione e la morte è una forte provocazione per chi desidera seguirlo. E’ un invito ad assumere i suoi atteggiamenti di perseveranza nella lotta attraverso la preghiera, di mitezza e di misericordia, di abbandono e di profonda umiltà, ben descritti nell’inno cristologico della lettera ai Filippesi: “spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo,…umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2, 7-8).
Gesù ha vissuto fino alla morte la nostra esperienza umana ma è stato esaltato dal Padre, che lo ha costituito Signore dell’intero universo: “lo gratificò con un nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Fil. 2,9). Anche per noi la sofferenza e la morte non sono le ultime parole: chi trova e vive la certezza dell’Amore entra nella vita che non avrà fine.
A.B., fsp
Preghiamo
O Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini
Il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fato uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della resurrezione.
Amen.
(preghiera di Colletta)