“Siamo a metà quaresima. La Chiesa ci invita alla letizia, alla riconoscenza di tutti i beni ricevuti da Dio. La riconoscenza piace tanto al Signore. La riconoscenza nasce dall’umiltà, alimenta l’amore, dà a Dio gloria e a noi tutti attira nuove grazie”.
(Alberione)
La parabola del figlio prodigo sempre suscita in noi stupore e gratitudine. Ci mostra un amore che rimane intatto nel cuore del padre. Continuamente proteso a scrutare l’orizzonte, sa riconoscere il figlio quando è ancora lontano. Gli corre incontro, lo abbraccia e lo bacia, prima che che gli venga chiesto perdono.
La festa che ne segue dice apertamente la grande gioia che il padre prova per il ritorno del figliol prodigo. E’ la gioia che Dio Padre sperimenta quando riconosciamo il nostro peccato e accogliamo il perdono offertoci nel Figlio Gesù.
La riconciliazione che Dio ci dà è una vera trasformazione, non un semplice aggiustamento di qualche comportamento: “Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le vecchie cose sono passate, ne sono nate di nuove” (2 Cor 5, 17-21). L’apostolo Paolo lo ha sperimentato nell’incontro con Gesù a Damasco. Accogliamo anche noi con riconoscenza e gratitudine il grande dono della riconciliazione. Lasciamo che la gioia del Padre sia la nostra forza.
A.B., fsp
Preghiamo
O Dio, padre buono e grande nel perdono,
accogli nell’abbraccio del tuo amore,
tutti i figli che tornano a te con animo pentito;
ricoprili delle splendide vesti di salvezza,
perché possano gustare la tua gioia
nella cena pasquale dell’Agnello.
(cf preghiera di Colletta)