“La Chiesa ci mostra Gesù come Maestro dell’umanità, presentato dal Padre celeste.
Gesù è il Maestro unico in quanto è tutto e solo verità. Maestro unico per tutti i tempi
e per tutti gli uomini. Maestro unico perché presentò la scienza necessaria alla salvezza eterna e confermò il suo insegnamento con i miracoli e la stessa sua risurrezione”..
(Alberione)
Gesù sale sul monte a pregare. Mentre è in contatto con il Padre, tutta la sua persona si trasfigura mostrando la gloria che avrà quando, passando attraverso la passione-morte-resurrezione, ritornerà al Padre.
Nell’attesa, mentre ancora è viandante su questa terra, la sua forza è nella preghiera. Egli ci insegna che l’unico nostro vero punto di riferimento è Dio. E’ il rapporto, la comunione con il Padre che ci dona la nostra vera identità. Come per Gesù. E’ infatti il Padre che ci fa conoscere chi è Gesù: “Questo è il mio figlio diletto, ascoltatelo”.
Tutti abbiamo bisogno di salire sul monte e di fare esperienza di incontro personale, intimo con il Signore. Abbiamo bisogno di vivere la gioia e la profondità di questo incontro, che ci fa sperimentare la bellezza di essere figli amati dal Padre, anche quando viviamo situazioni di difficoltà o di dolore.
Ci è di esempio San Paolo che, benché in catene per la Parola che ha annunciato, continua a credere e ad esortare ricordando la gloria che ci attende: “La nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose” (Fil. 3, 20).
A.B., fsp
Preghiamo
O Dio, che ci hai detto di ascoltare il tuo amato Figlio,
nutri la nostra fede con la tua parola
e purifica il nostro sguardo interiore,
perché possiamo godere la visione della tua gloria.
Amen!
(cf preghiera di Colletta)