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SIAMO TEMPIO DI DIO
Nel suo disegno di amore Dio cammina con il suo popolo, perfezionando sempre di più la sua alleanza e sul Sinai consegna la Legge, come proposta di Dio ad un popolo chiamato alla libertà. I comandamenti sono a servizio dell’uomo, in quanto figlio di Dio e fratello di tutti gli uomini: per questo aiutano l’uomo a costituire un corretto rapporto con il Creatore e con tutti i fratelli. Il senso profondo della Legge si svelerà solo progressivamente, lungo l’arco di molti secoli e raggiungerà il suo compimento in Gesù Cristo, quando tutte le leggi verranno comprese nell’unico comandamento nuovo dell’amore.
Anche Paolo, nella seconda lettura, si muove in una dimensione di libertà: libertà di Dio di manifestarsi come il “Crocifisso”, appello alla libertà dei fedeli, perché accettino il vangelo della croce, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani. “Ma ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1Cor 1,25). Cristo crocifisso è la sorprendente risposta di Dio alle attese dell’umanità: il vero miracolo è la sua croce che libera l’umanità dalla schiavitù del male. Con la cacciata dei mercanti dal tempio Gesù presenta se stesso come il vero tempio di Dio nella sua umanità gloriosa. Il corpo di Cristo risuscitato diventerà il nuovo tempio, per il nuovo culto “ in spirito e verità”. S. Paolo però ci dice anche: ”Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1Cor 3,16). “Perciò fratelli, poiché Dio ha voluto fare di noi il suo tempio e in noi si è degnato di venire ad abitare, per quanto dipende da noi cerchiamo con il suo aiuto di allontanare ogni cura superflua e di raccogliere invece quanto ci giova. Se agiremo in questo modo allora fratelli, potremo invitare il Signore nel tempio del nostro cuore e del nostro corpo (Cesario di Arles).
“Gesù, come noi, e più di noi,
è stato piccolo,
povero, umiliato, lavoratore,
disgraziato e paziente.
Per noi egli ha parlato, ha compiuto miracoli,
ha fondato un regno nuovo,
dove i poveri sono beati,
dove la pace è principio di convivenza,
dove i puri di cuore e i piangenti
sono esaltati e consolati,
dove quelli che aspirano alla giustizia
sono rivendicati;
dove i peccatori possono essere perdonati;
dove tutti sono fratelli…" (Paolo VI)
- Sr. Antonietta Vivian, fsp |
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