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SECONDA DOMENICA di QUARESIMA
Gen 22,1-2.9.10-13, 15-18; Rm 8,31-34; Mc 9,2-10

Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appar-tato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè, che discor-revano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!" Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell`ombra e uscì una voce dalla nube: "Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo!" E subito guardandosi at-torno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.

 
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Per prepararci a contemplare Gesł Cristo con spirito di fede, durante la sua passione,
oggi la Chiesa ce lo rappresenta nella gloria della trasfigurazione
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- Beato Giacomo Alberione

TRASFIGURATI PER UNA NUOVA PASQUA

Oggi la liturgia è ricca di contenuti e di simboli che nutrono il nostro animo, fortificano la fede e ci danno il coraggio di continuare con impegno fedele il nostro cammino sulla terra.

La prima lettura ci presenta Abramo a cui il Signore chiede il suo unico figlio e che ad Isacco, che chiede informazioni della vittima, risponderà con fede incrollabile e abbandono: “Dio provvederà”. Abramo diventerà per questo il padre di una fede totale e di grande fedeltà nella prova.

Paolo colmerà la misura della nostra fede e speranza: “Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio figlio, ma lo ha dato a tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?”. Di un Dio così leale ci possiamo veramente fidare, tanto più che assieme al Figlio, è disposto a donarci i mezzi necessari per riuscire a portare la nostra croce quotidiana.

Il vangelo ci parla della trasfigurazione che è un’apparizione pasquale anticipata, destinata a illuminare e a svelare alla Chiesa il mistero della morte e risurrezione di Gesù.

Per questo Gesù, prima della sua passione e morte, conduce sul Tabor Pietro, Giacomo, Giovanni per metterli a parte di un’esperienza straordinaria: la trasfigurazione. Da questa esperienza trarranno la forza per seguirlo nel cammino della croce.

La Liturgia ci invita a salire su questa montagna, a lasciarci impregnare gli occhi e il cuore della luce di questa apparizione, a lasciarci ripetere “Questi è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo!”. Ci invita a riflettere su come possiamo essere “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”: il Vangelo della trasfigurazione ci può aiutare in questo cammino.

Gesù Cristo è il principio e la fine,
l’alfa e l’omega.
Egli è il re del nuovo mondo,
Egli è il segreto della storia,
Egli è la chiave dei nostri destini,
Egli è il mediatore
Il ponte fra la terra e il cielo.
    (Paolo VI)

- Sr. Antonietta Vivian, fsp