TRASFIGURATI PER UNA NUOVA PASQUA Oggi la liturgia è ricca di contenuti e di simboli che nutrono il nostro animo, fortificano la fede e ci danno il coraggio di continuare con impegno fedele il nostro cammino sulla terra. La prima lettura ci presenta Abramo a cui il Signore chiede il suo unico figlio e che ad Isacco, che chiede informazioni della vittima, risponderà con fede incrollabile e abbandono: “Dio provvederà”. Abramo diventerà per questo il padre di una fede totale e di grande fedeltà nella prova. Paolo colmerà la misura della nostra fede e speranza: “Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio figlio, ma lo ha dato a tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?”. Di un Dio così leale ci possiamo veramente fidare, tanto più che assieme al Figlio, è disposto a donarci i mezzi necessari per riuscire a portare la nostra croce quotidiana. Il vangelo ci parla della trasfigurazione che è un’apparizione pasquale anticipata, destinata a illuminare e a svelare alla Chiesa il mistero della morte e risurrezione di Gesù. Per questo Gesù, prima della sua passione e morte, conduce sul Tabor Pietro, Giacomo, Giovanni per metterli a parte di un’esperienza straordinaria: la trasfigurazione. Da questa esperienza trarranno la forza per seguirlo nel cammino della croce.
La Liturgia ci invita a salire su questa montagna, a lasciarci impregnare gli occhi e il cuore della luce di questa apparizione, a lasciarci ripetere “Questi è il mio Figlio prediletto: ascoltatelo!”. Ci invita a riflettere su come possiamo essere “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”: il Vangelo della trasfigurazione ci può aiutare in questo cammino.
Gesù Cristo è il principio e la fine,
l’alfa e l’omega.
Egli è il re del nuovo mondo,
Egli è il segreto della storia,
Egli è la chiave dei nostri destini,
Egli è il mediatore
Il ponte fra la terra e il cielo. (Paolo VI)
- Sr. Antonietta Vivian, fsp |