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QUARTA DOMENICA DI AVVENTO 2005
2Sm 7,1-5.8b-12.14a.16 Rom 16,25-27 Lc 1,26-38

Nel sesto mese, l`angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Ga-lilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergi-ne si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che sen-so avesse un tale saluto. L`angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco conce-pirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chia-mato Figlio dellAltissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Gia-cobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all`angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le ris-pose l`angelo: "Lo Spirito Santo scen-derà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell` Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vec-chiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l`angelo partì da lei.

 
 

ACCOGLIENTI CON MARIA                 I   II   III   IV

La figura di Maria domina la quarta tappa del cammino di Avvento. Tutto il tempo liturgico in preparazione al Natale è scandito dalla presenza di Maria, ma questa presenza diventa centrale, più significativa, indispensabile, nei giorni che precedono la venuta del Signore.

Maria è la guida sicura che conduce all’incontro con Gesù. È la Madre premurosa che ci introduce dal Figlio che è nato da lei.

In Maria si sono compiute le profezie, si è realizzata la promessa:

“Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e sarà chiamato figlio dell’Altissimo” (Lc 1,30-32).

La disponibilità di Maria ha reso possibile l’Incarnazione del Figlio di Dio: “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38).

La presenza di Maria, modello di accoglienza e di fecondità

  • ci aiuti ad interiorizzare profondamente il mistero
    dell’Incarnazione;
  • ci abiliti a dire sempre, in tutto, ‘Fiat’: sia fatta la tua
    volontà;
  • ci disponga ad accogliere e far abitare in noi la Parola
    che salva;
  • ci faccia vivere nella gioia e nella fedeltà il dono della
    salvezza portata da Cristo.

Concludiamo il nostro cammino di Avvento con una preghiera:

Dio grande e misericordioso,
che fra gli umili scegli i tuoi servi
per portare a compimento
il disegno di salvezza,
concedi alla tua Chiesa
la fecondità dello Spirito
perché sull’esempio di Maria
accolga il Verbo della vita
e si rallegri come madre
di una stirpe santa e incorruttibile.

L’icona della Natività – il Bambino, Maria e Giuseppe – riempia i nostri occhi di stupore e i nostri cuori di letizia. È Natale!

- Sr. Lorenzina Guidetti, fsp