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TERZA DOMENICA DI AVVENTO 2005
Is 61, 1-2a. 10-11; 1Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28

Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimo-nianza alla luce, perché tutti credes-sero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviaro-no da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: "Chi sei tu?". Egli con-fessò e non negò, e confessò: "Io non sono il Cristo". Allora gli chiesero: "Che cosa dunque? Sei Elia?". Rispo-se: "Non lo sono". "Sei tu il profeta?". Rispose: "No". Gli dissero dunque: "Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?" Rispose: "Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia". Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero: "Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?". Giovanni rispose loro: "Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo". Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battez-zando.

 
 
 

TESTIMONI DELLA LUCE                      I   II   III   IV

La terza tappa del cammino di Avvento è caratterizzata da un esplicito richiamo alla testimonianza. Ci stiamo preparando a celebrare, nella fede e nell’amore, la venuta di Gesù, nostro Salvatore e Redentore. La fede, appunto, e l’amore per lui ci richiedono di essere suoi testimoni.

Il testimone crede in colui nel quale ha posto la sua fiducia. Lo riconosce e lo accoglie come l’unico capace di dare senso alla sua vita, compimento alle sue fondamentali aspirazioni. Verso di lui orienta la sua esistenza e a lui orienta lo sguardo di tutti coloro che cercano e bramano la salvezza…

Giovanni Battista è un testimone. “Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui” (Gv 1, 6-7).

Quando i sacerdoti e i leviti, mandati dai giudei, lo interrogarono: “Chi sei tu”? Giovanni rispose loro, dando una chiara definizione di testimone: “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, al quale io non sono degno di sciogliergli il legaccio del sandalo”. (cfr Gv 1, 26-28).

Giovanni Battista non ha altro ideale all’infuori di quello di focalizzare l’attenzione unicamente su Gesù.

Chi sei tu? Questa domanda può condurci a scoprire chi è Gesù: la sua vita, le sue opere, le sue parole, le sue promesse, il suo sacrificio salvifico. E può anche portarci a scoprire la ragione fondamentale della nostra fede e ad assumere liberamente, consapevolmente la responsabilità di testimoniarla.

Saremo testimoni autentici quando, orientati noi stessi a Cristo, sapremo orientare altri verso di lui. Saremo testimoni credibili, quando sinceramente convertiti nel cuore e nella vita, condurremo altri a lui: con umiltà, semplicità, gratuità.

Il dono ricevuto lo condivideremo con altri. E il nostro cuore sarà colmo di gioia e di gratitudine. Con la Vergine Madre celebreremo la bontà del Signore.

   
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore.

Perché ha guardato l’umiltà della sua serva,
d’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome.

- Sr. Lorenzina Guidetti, fsp