VIGILANTI NELL'ATTESA I II III IV
Con la prima settimana di Avvento ci mettiamo in cammino verso il Natale. Un cammino distribuito in quattro tappe, illuminate dalla Parola offerta dalla liturgia domenicale.
La parola-guida della prima tappa è: Vigilare
Andare verso il Natale vuol dire andare verso Gesù Cristo, che è “venuto ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 14). E Gesù ci vuole svegli, vigili, attenti, consapevoli, capaci di cogliere il significato pieno della sua venuta e della sua presenza fra noi. La parola d’ordine ci viene direttamente da Gesù. Il Vangelo narra di un uomo che, dopo aver lasciato la sua casa e i suoi beni in custodia ai servi, partì per un lungo viaggio. Gesù dice: “Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà” (Mc 13,35). Vigilare è attendere il Signore, non nell’ozio senza fare niente, ma nell’attività diligente e intelligente, compiendo opere buone, solleciti del bene di chi ci sta attorno, attenti a chi è nel bisogno. Vigilare è desiderare che il Signore ritorni. La sua presenza non è considerata un peso, una limitazione delle proprie libertà, una superiorità arrogante ed irritante. È pegno invece di sicurezza, di armonia, di tranquillità e pace. Vigilare è prendere coscienza della nostra responsabilità nei confronti del presente, dando ad ogni istante il suo valore eterno. Vigilare è invocare il Signore perché venga, stia con noi, non ci lasci soli: Maranatha! Vieni, Signore Gesù.
Il Signore verrà e veglierà su di noi.
“Il nostro Dio è un Dio che veglia, non sorveglia.
Si sorveglia infatti in nome della legge,
mentre si veglia in nome dell’amore” (Jacques Leclerk).
- Sr. Lorenzina Guidetti, fsp |