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Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Gn 3,9-15.20; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

Spalancare il cuore alla speranza

Dio ha bisogno di una madre  e chiede a Maria di diventare il grembo che lo dona al mondo. Lei accetta con trepidazione ma anche con molta fiducia.  E con il suo “eccomi, sono la serva del Signore” (Lc. 1, 38) permette che la speranza rinasca nel mondo.  In Maria Immacolata, che spalanca il cuore a Dio, si interrompe una lunga catena di peccati e di ribellioni e nasce l’alba di una nuova fedeltà al Padre. Nel suo seno s’incarna il virgulto di Iesse (Is. 11,1), prende vita Colui che sarà benedizione per l’umanità di tutti i secoli. 

L’itinerario di Maria è anche il nostro: se, con la nostra radicale disponibilità a Dio permettiamo che Cristo Gesù viva in noi, diventeremo benedizione, gioia, speranza per tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino. L’ adesione al progetto di Dio trasformerà la nostra vita e quella dell’intera umanità.(AB)

Comunicare speranza

In Cristo noi scopriamo la sconvolgente novità che annunciamo al mondo. Il suo Vangelo addita ad ogni uomo e ogni donna la speranza per il cammino futuro. Senza visione di futuro non può esserci speranza, così come senza speranza non c’è futuro. Una comunicazione che non trasmette questa visione vive al margine della storia che ogni giorno si rinnova e chiede nuove incarnazioni per poter partecipare attivamente ai suoi cambiamenti.

La speranza che vogliamo comunicare forse non è dicibile con le sole parole, anche quelle rivestite di bellezza, luci e colori, immagini e suoni proposti dai moderni strumenti del comunicare. Perché la speranza è il “non ancora”, è il luogo dove fiorisce qualcosa di positivo che provoca gioia e stupore, è qualcosa di grandemente splendido, ma anche estremamente fragile, che va custodito e coltivato. E’ una realtà relazionale e perciò di comunicazione, ma anche di vita. E’ una realtà che può risplendere anche nel dolore e nell’angoscia che spesso accompagnano i nostri giorni.

La speranza ci conduce a vedere dentro di noi e nelle cause degli eventi che segnano i nostri giorni, per guardare oltre, perché la speranza è come la profezia che incide nella storia, è desiderio irrefrenabile di andare avanti, è esodo e ansia di incontro, di superamento delle barriere e degli steccati, capacità di vedere il nuovo, di andare là dove “giustizia e pace si baceranno”(Sl 85,11). E’ il grido incrociato dell’uomo e di Dio, il quale, come dice Martin Buber, “non si libra sulla sua creazione, ma l’abbraccia”.(MAQ)

 

Maria, madre della speranza

O Maria, tu sei benedetta tra le donne
e piena di ricchezza,
vergine pura e madre.

“Nube” di misericordia,
che porta le speranze
di tutto il mondo.
Per te alla terra desolata
fu donata la pace…

“Figlia” di poveri,
“Madre” del solo ricco,
i cui tesori
sono profusi
ai mendicanti
per arricchirli.

“Lettera”
nella quale fu scritto
il segreto del Padre,
che mediante la carne
di lei si manifestò
nel mondo
perché il mondo
fosse rinnovato”.
(Giacomo di Sarug)