31 dicembre 1900. In una prolungata preghiera nel duomo di Alba, nella notte che si apre sul nuovo secolo, Giacomo Alberione appena diciassettenne, è folgorato dalla chiamata di Dio a "fare qualcosa per il Signore" e per gli uomini del suo tempo.
Diventato sacerdote, Alberione intuisce le possibilità degli strumenti della comunicazione sociale, posti al servizio del Vangelo: "La radio, la televisione, il microfono, lo schermo sono il vostro pulpito. La tipografia, la sala di registrazione sono la vostra chiesa". Da qui si diffondono le idee che formano le menti e i cuori.
Per questa missione non bastano i tecnici: ci vogliono apostoli che siano come Paolo, oggi. E sogna una Famiglia religiosa "dove le forze sono unite, dove la dedizione è totale".
Nel 1914 nasce la Società San Paolo e l’anno seguente le Figlie di San Paolo con lo stesso spirito e la stessa missione. Egli vuole che dietro il bancone di una libreria, oltre la consolle di una regia, al di là dello schermo del computer, ci siano religiosi e religiose, vite interamente donate a Dio ed ai fratelli.
Nel cuore di don Alberione si definiscono sempre meglio "i grandi bisogni di oggi" e guidato dallo Spirito dà inizio a istituti diversi, legati da una comunione profonda e dalla stessa spiritualità: la FAMIGLIA PAOLINA.
E lui stesso spiega che tra i vari Istituti che compongono questa grande Famiglia "Vi è una stretta parentela, perché tutti siamo nati dal Tabernacolo. Vi è un unico spirito: vivere Gesù Cristo e servire la Chiesa".
Il 27 aprile 2003 la Chiesa, riconosciuta la santità di Don Giacomo Alberione, lo dichiara Beato.